Intestazione avanzata
Diffusione Acufene

Molti sono gli studi epidemiologici condotti, ma i dati risultano discordanti. Riassumendoli, possiamo desumere che 3.600.000 persone soffrono di acufene nel nostro paese e 7.000.000 soffrono di ipoacusia.

diffusione acufene e tinnitus

1978. Studio del Medical Research Council’s Institute of Hearing

Una delle indagini più frequentemente citate nella letteratura è stata avviata nel Regno Unito nel 1978 dal Medical Research Council’s Institute of Hearing Research.

Si tratta di un lavoro basato sulle risposte ai questionari di oltre 19.000 soggetti sopra i 17 anni di età.
Una percentuale compresa fra il 10% ed il 18% aveva sperimentato almeno una volta nella vita acufeni di durata superiore ai 5 minuti, mentre l’8% soffriva di acufeni responsabili di disagio o di disturbo del sonno.
Il rischio di soffrire di questo disturbo sembra aumentare con l’età sino a raddoppiare dopo i 40 anni di vita senza differenze di rilievo fra i sessi.
Anche l’esposizione al rumore industriale incrementa il rischio relativo di un tasso pari ad 1.7%.

L’acufene era più frequentemente bilaterale e quello monoaurale risultava più comune rispetto a quello localizzato alla testa (cosiddetto acufene centrale).Secondo Dahmad N. e Seidman M. (Detroit, U.S.A., 2004) su una popolazione di 245 milioni di Americani 35 milioni hanno acufeni saltuari e 2,5 milioni hanno acufeni severi, quindi rispettivamente il 14,28% e il 1,02%, per un totale del 15,30%.

1999. Axelsson e Ringdahl

Axelsson e Ringdahl (1999) condussero un’indagine su un campione casuale di 3600 residenti nella città di Goteborg; ne risultò che il 14.2% dei pazienti avevo sofferto di acufeni “spesso o sempre”.  

1991. Quaranta

Uno studio epidemiologico sui problemi uditivi della popolazione adulta italiana è stato condotto da Quaranta nel 1991.

Egli selezionò un campione rappresentativo costituito da 2216 soggetti residenti in cinque province distribuite su varie aree (rurali ed urbane) del territorio nazionale. Il 14.5% dei soggetti intervistati lamentava acufene cronico, di cui bilaterale il 6.2%, monolaterale il 7.4% e centrale lo 0.9% dei soggetti.

Dunque non venivano osservate differenze fra sessi mentre la prevalenza dell’acufene aumentava in maniera significativa con l’età senza tuttavia superare mai il 30%.
La prevalenza dell’acufene fra i normacusici era pari all’8% mentre fra i soggetti con deficit uditivo risultava del 30.5%. 

1990. Stouffer e Tyler

 

Altro studio che possiamo citare è quello condotto da Stouffer e Tyler nel 1990, che studiando un campione di pazienti, documentarono che il 22% lamentava acufeni bilaterali, il 34% monolaterali, e il restante 54% acufeni centrali.

2004. Cespuglio, M.Maggio, O.Maggio, F.Martines ed E.Martines

Il recente studio di Cespuglio, M.Maggio, O.Maggio, F.Martines ed E.Martines, condotto nel 2004 con lo scopo di aggiornare le statistiche relative all’ incidenza del problema e correlare il problema acufene con la presenza di ipoacusia.

Il campione preso in esame consta di 1000 adulti di età superiore ai 18 anni pervenuti alla loro osservazione. Tra questi 368, quindi il 36,8% hanno denunciato di aver sofferto di acufeni. Tutti sono stati sottoposti ad indagine audiometrica che ha messo in evidenza i seguenti dati: 17 soggetti sono risultati normoudenti (1,7% del totale e 4,61% dei sofferenti ) e 351 (35,1% del totale, e ben il 95,3% degli affetti ) presentavano ipoacusia.
I 351 soggetti ipoacusici sono stati così suddivisi, in base all’audiogramma, 293 con sordità neurosensoriale, 48 con sordità di tipo misto e 10 con sordità trasmissiva.

Per quanto riguarda le caratteristiche degli acufeni sono stati ottenuti i seguenti dati: 64 soggetti presentavano acufeni monolaterali, 281 acufeni bilaterali, e 6 soggetti riferivano acufeni centrali; per quanto riguarda la durata del tinnitus la maggioranza (336, cioè il 91,3%) riferiva acufeni saltuari, mentre 32 (8,7%) soggetti accusavano acufeni persistenti.

1999. Pilgrim

Altro studio di massima importanza è stato condotto in Germania, da Pilgramm et al. nel 1999, su un campione casuale di 3049 soggetti.
Tra questi furono riscontrati seguenti dati: il 24,9% lamentava acufeni almeno una volta nella vita, il 3,9% acufene presente al momento dello studio, il 3,6% acufene presente da più di un mese e tra questi il 53% dei soggetti presentava contemporaneamente acufene ed ipoacusia, quindi il 13,14% sul totale del campione.

Conclusioni

In conclusione, tenteremo di riassumere tutti questi dati, anche se discrepanti e difficilmente riassumibili per le ragioni discusse all’ inizio del paragrafo, in macrodati derivanti da una media degli stessi che riteniamo possano essere a questo punto piuttosto probanti per farsi un’ idea della reale incidenza del problema.

1978. Studio del Medical Research Council’s Institute of Hearing

Una delle indagini più frequentemente citate nella letteratura è stata avviata nel Regno Unito nel 1978 dal Medical Research Council’s Institute of Hearing Research.

Si tratta di un lavoro basato sulle risposte ai questionari di oltre 19.000 soggetti sopra i 17 anni di età.
Una percentuale compresa fra il 10% ed il 18% aveva sperimentato almeno una volta nella vita acufeni di durata superiore ai 5 minuti, mentre l’8% soffriva di acufeni responsabili di disagio o di disturbo del sonno.
Il rischio di soffrire di questo disturbo sembra aumentare con l’età sino a raddoppiare dopo i 40 anni di vita senza differenze di rilievo fra i sessi.
Anche l’esposizione al rumore industriale incrementa il rischio relativo di un tasso pari ad 1.7%.

L’acufene era più frequentemente bilaterale e quello monoaurale risultava più comune rispetto a quello localizzato alla testa (cosiddetto acufene centrale).Secondo Dahmad N. e Seidman M. (Detroit, U.S.A., 2004) su una popolazione di 245 milioni di Americani 35 milioni hanno acufeni saltuari e 2,5 milioni hanno acufeni severi, quindi rispettivamente il 14,28% e il 1,02%, per un totale del 15,30%.

1999. Axelsson e Ringdahl

Axelsson e Ringdahl (1999) condussero un’indagine su un campione casuale di 3600 residenti nella città di Goteborg; ne risultò che il 14.2% dei pazienti avevo sofferto di acufeni “spesso o sempre”.  

1991. Quaranta

Uno studio epidemiologico sui problemi uditivi della popolazione adulta italiana è stato condotto da Quaranta nel 1991.

Egli selezionò un campione rappresentativo costituito da 2216 soggetti residenti in cinque province distribuite su varie aree (rurali ed urbane) del territorio nazionale. Il 14.5% dei soggetti intervistati lamentava acufene cronico, di cui bilaterale il 6.2%, monolaterale il 7.4% e centrale lo 0.9% dei soggetti.

Dunque non venivano osservate differenze fra sessi mentre la prevalenza dell’acufene aumentava in maniera significativa con l’età senza tuttavia superare mai il 30%.
La prevalenza dell’acufene fra i normacusici era pari all’8% mentre fra i soggetti con deficit uditivo risultava del 30.5%. 

1990. Stouffer e Tyler

 

Altro studio che possiamo citare è quello condotto da Stouffer e Tyler nel 1990, che studiando un campione di pazienti, documentarono che il 22% lamentava acufeni bilaterali, il 34% monolaterali, e il restante 54% acufeni centrali.

2004. Cespuglio, M.Maggio, O.Maggio, F.Martines ed E.Martines

Il recente studio di Cespuglio, M.Maggio, O.Maggio, F.Martines ed E.Martines, condotto nel 2004 con lo scopo di aggiornare le statistiche relative all’ incidenza del problema e correlare il problema acufene con la presenza di ipoacusia.

Il campione preso in esame consta di 1000 adulti di età superiore ai 18 anni pervenuti alla loro osservazione. Tra questi 368, quindi il 36,8% hanno denunciato di aver sofferto di acufeni. Tutti sono stati sottoposti ad indagine audiometrica che ha messo in evidenza i seguenti dati: 17 soggetti sono risultati normoudenti (1,7% del totale e 4,61% dei sofferenti ) e 351 (35,1% del totale, e ben il 95,3% degli affetti ) presentavano ipoacusia.
I 351 soggetti ipoacusici sono stati così suddivisi, in base all’audiogramma, 293 con sordità neurosensoriale, 48 con sordità di tipo misto e 10 con sordità trasmissiva.

Per quanto riguarda le caratteristiche degli acufeni sono stati ottenuti i seguenti dati: 64 soggetti presentavano acufeni monolaterali, 281 acufeni bilaterali, e 6 soggetti riferivano acufeni centrali; per quanto riguarda la durata del tinnitus la maggioranza (336, cioè il 91,3%) riferiva acufeni saltuari, mentre 32 (8,7%) soggetti accusavano acufeni persistenti.

1999. Pilgrim

Altro studio di massima importanza è stato condotto in Germania, da Pilgramm et al. nel 1999, su un campione casuale di 3049 soggetti.
Tra questi furono riscontrati seguenti dati: il 24,9% lamentava acufeni almeno una volta nella vita, il 3,9% acufene presente al momento dello studio, il 3,6% acufene presente da più di un mese e tra questi il 53% dei soggetti presentava contemporaneamente acufene ed ipoacusia, quindi il 13,14% sul totale del campione.

Conclusioni

In conclusione, tenteremo di riassumere tutti questi dati, anche se discrepanti e difficilmente riassumibili per le ragioni discusse all’ inizio del paragrafo, in macrodati derivanti da una media degli stessi che riteniamo possano essere a questo punto piuttosto probanti per farsi un’ idea della reale incidenza del problema.

28865

casi esaminati

18,96%

acufeni saltuari

5,41%

acufeni fissi

59,60%

acufeni e ipoacusia

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