T.S.T.® Tinnitus Symptomathic Treatment - In esclusiva nei centri Acufene Clinic.

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I Presupposti Fondamentali del T.S.T.® e perchè è efficace.

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I Pilastri Fondanti del T.S.T.® e differenze con altre terapie sintomatiche per acufene.

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Diffusione del disturbo

Una delle indagini più frequentemente citate nella letteratura è stata avviata nel Regno Unito nel 1978 dal Medical Research Council's Institute of Hearing Research. Si tratta di un lavoro basato sulle risposte ai questionari di oltre 19.000 soggetti sopra i 17 anni di età. Una percentuale compresa fra il 10% ed il 18% aveva sperimentato almeno una volta nella vita acufeni di durata superiore ai 5 minuti, mentre l'8% soffriva di acufeni responsabili di disagio o di disturbo [...]

Cause Scatenanti

Si ritiene che molte possano essere le cause che scatenano l' acufene. Ma molte di esse potrebbero essere raggruppate sotto un unico denominatore. Di sicuro se quello che cerchiamo è una cura, occorre rivolgersi ad un medico competente in materia di tinnitus per poter individuare il problema e poter aggredire la malattia con una terapia adeguata. Senz' altro lo stile di vita che conduciamo può influire in modo importante nella genesi dell' acufene, come altresì è in grado di condizionarlo positivamente seguendo [...]

Sollievo immediato dall' Acufene

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Meccanismi Percettivi

Che l’ acufene sia il sintomo di una disfunzione del sistema uditivo, questo è certo, ad esclusione di quegli acufeni riconducibili esclusivamente a sintomi di turbe psicologiche o nevrosi varie. Perciò, sempre che non sia già instaurato un sistema di tolleranza ed abitudine al fischio nell' orecchio [...]

Esami Diagnostici Tipici

La diagnostica dell' acufene non è semplice in quanto risente non solo della natura soggettiva della percezione del ronzio in quanto tale, ma deve pagare lo scotto della necessaria collaborazione del paziente al fine di individuare quale sia la natura e l' intensità del tinnitus. Per sua natura stessa dunque, il fischio [...]

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Scopri tutto su acufene clinic e sulla cura dell’ acufene.
  • Una delle indagini più frequentemente citate nella letteratura è stata avviata nel Regno Unito nel 1978 dal Medical Research Council’s Institute of Hearing Research (National Study of Hearing).
  • Si tratta di un lavoro basato sulle risposte ai questionari di oltre 19.000 soggetti sopra i 17 anni di età.
  • E quindi una percentuale compresa fra il 10% ed il 18% aveva sperimentato almeno una volta nella vita acufeni di durata superiore ai 5 minuti, mentre l’8% soffriva di acufeni responsabili di disagio o di disturbo del sonno.

Il rischio di soffrire di questo disturbo sembra aumentare con l’età sino a raddoppiare dopo i 40 anni di vita senza differenze di rilievo fra i sessi.
Anche l’esposizione al rumore industriale incrementa il rischio relativo di un tasso pari ad 1.7%.
Il tinnitus era più frequentemente bilaterale e quello monoaurale risultava più comune rispetto a quello localizzato alla testa (cosiddetto tinnitus centrale).

Ancora

Come risultato secondo Dahmad N. e Seidman M. (Detroit, U.S.A., 2004) su una popolazione di 245 milioni di Americani 35 milioni hanno acufeni saltuari e 2,5 milioni hanno acufeni severi, quindi rispettivamente il 14,28% e il 1,02%, per un totale del 15,30%.

Axelsson e Ringdahl (1999) condussero un’indagine su un campione casuale di 3600 residenti nella città di Goteborg; ne risultò che il 14.2% dei pazienti avevo sofferto di acufeni “spesso o sempre”.

Uno studio epidemiologico sui problemi uditivi della popolazione adulta italiana è stato condotto da Quaranta nel 1991. Egli selezionò un campione rappresentativo costituito da 2216 soggetti residenti in cinque province distribuite su varie aree (rurali ed urbane) del territorio nazionale.

  • Ed il 14.5% dei soggetti intervistati lamentava acufeni cronici, di cui bilaterale il 6.2%, monolaterale il 7.4% e centrale lo 0.9% dei soggetti.
  • Perchè non venivano osservate differenze fra sessi mentre la prevalenza degli acufeni aumentava in maniera significativa con l’età senza tuttavia superare mai il 30%.
Acufene clinic è la soluzione acufene.

Altro studio che possiamo citare è quello condotto da Stouffer e Tyler nel 1990, che studiando un campione di pazienti, documentarono che il 22% lamentava tinnitus bilaterali, il 34% monolaterali, e il restante 54% acufeni centrali.

Per quanto riguarda questa tesi però, reputiamo di massima importanza e serietà il recente studio di Cespuglio, M.Maggio, O.Maggio, F.Martines ed E.Martines, condotto nel 2004 con lo scopo di aggiornare le statistiche relative all’ incidenza del problema e correlare il problema acufeni con la presenza di ipoacusia.

Il campione preso in esame consta di 1000 adulti di età superiore ai 18 anni pervenuti alla loro osservazione. Tra questi 368, quindi il 36,8% hanno denunciato di aver sofferto di acufeni.

La cura acufeni è la soluzione tinnitus.
  • Il più grande di tutti sono stati sottoposti ad indagine audiometrica che ha messo in evidenza i seguenti dati: 17 soggetti sono risultati normoudenti (1,7% del totale e 4,61% dei sofferenti ) e 351 (35,1% del totale, e ben il 95,3% degli affetti ) presentavano ipoacusia.
  • I 351 soggetti ipoacusici sono stati così suddivisi, in base all’audiogramma, 293 con sordità neurosensoriale, 48 con sordità di tipo misto e 10 con sordità trasmissiva.
  • Per quanto riguarda le caratteristiche degli acufeni sono stati ottenuti i seguenti dati: 64 soggetti presentavano acufeni monolaterali, 281 acufeni bilaterali, e 6 soggetti riferivano acufeni centrali; per quanto riguarda la durata del tinnitus la maggioranza (336, cioè il 91,3%) riferiva acufeni saltuari, mentre 32 (8,7%) soggetti accusavano acufeni persistenti.
scopri di più sui rimedi acufeni

Altro studio di massima importanza è stato condotto in Germania, da Pilgramm et al. nel 1999, su un campione casuale di 3049 soggetti.

Conseguentemente tra questi furono riscontrati seguenti dati: il 24,9% lamentava acufeni almeno una volta nella vita, il 3,9% acufene presente al momento dello studio, il 3,6% acufene presente da più di un mese e tra questi il 53% dei soggetti presentava contemporaneamente acufene ed ipoacusia, quindi il 13,14% sul totale del campione.

Conclusioni sulla soluzione acufeni.

In conclusione, tenteremo di riassumere tutti questi dati, anche se discrepanti e difficilmente riassumibili per le ragioni discusse all’ inizio del paragrafo, in macrodati derivanti da una media degli stessi che riteniamo possano essere a questo punto piuttosto probanti per farsi un’ idea della reale incidenza del problema.

Ancora, dato che gli acufeni è per sua natura un suono fantasma, è evidente che esso nasce da uno scompenso nervoso delle vie acustiche causato da un’ anomala attività spontanea del sistema nervoso uditivo formato da nervo cocleare e nervo vestibolare.

Forse queste sono entrambe fibre nervose afferenti, e dal punto di vista anatomico il cocleare forma all’ interno del modiolo il ganglio spirale le cui fibre terminali terminano nell’ organo del Corti.

Ma sembrano essere presenti anche fibre di natura efferente che escono dal midollo allungato con la parte vestibolare del nervo.
Queste fibre, dette inibitrici, sembrano avere la funzione di sopprimere e limitare in parte l’ attività del nervo cocleare e vestibolare.

novità cura acufene e soluzione tinnitus

In effetti queste non sono i soli mezzi inibitori presenti nell’ orecchio, infatti al livello della cassa timpanica lo stapedio e il tensor timpani in effetti svolgono la medesima funzione di protezione e inibizione dello stimolo acustico. Se dunque il ronzio è presente, possiamo indicare tre fattori fisiopatogenetici fondamentali:

Cause acufeni
  • IPERATTIVITA’ NEURONALE
  • PERDITA DI SENSIBILITA’ A LIVELLO DELLE FIBRE INIBITRICI

Così ma da cosa dipende sia l’ iperattività nervosa, che l’ ipersensibilità delle fibre inibitrici?

In conclusione molteplici possono essere i fattori eziopatogenetici dell’ acufene.

: La prima grande classificazione che possiamo tentare è quella basata sulla riscontrabilità strumentale del fenomeno, proposta da Jastreboff:

scopriamo la causa acufene
  • acufene oggettivo: rilevabile da un esaminatore esterno per mezzo di strumenti. Si definisce anche come rumore somatico.
  • acufene soggettivo: rumore fantasma non rilevabile strumentalmente, e percepito esclusivamente dal paziente.

EZIOLOGIA: per meglio classificare il disturbo è bene però prendere in esame l’ eziologia che lo provoca.

Esso è stato distinto in: genetico, flogistico, tumorale, allergico, metabolico, immunologico, ototossico, otosclerotico, da età e da esposizione al rumore.

Un altro approccio è quello che considera il possibile esito di lesione.
L’acufene è stato cosi distinto in: periferico, centrale, uditivo, non uditivo, vestibolare e sconosciuto.

cura acufene

Sulla scorta di più recenti acquisizioni tale metodologia è stata sostanzialmente ripresa da Zenner, che ha proposto una più articolata classificazione patogenetica dell’acufene soggettivo. Esso viene distinto in conduttivo (disturbo della ventilazione tubarica, mioclonia dell’orecchio medio), neurosensoriale e centrale (da tumori endocranici, sclerosi multipla, traumi cranici chiusi).

L’acufene neurosensoriale viene poi ulteriormente suddiviso in tipo I (ipermotilità, DC tinnitus, edge effect tinnitus, tinnitus efferente causato da disturbi neurali irregolari, trauma acustico, disordini dei canali ionici delle CCE), tipo II (continua depolarizzazione dei canali ionici delle CCI, disturbo delle stereociglia delle CCI), tipo III (rilascio di trasmettitori, flooding con trasmettitori sinaptici, edema della fibre neurali afferenti, tinnitus eccitotossico) e tipo IV (disturbo dei canali ionici della stria vascolare, disturbi circolatori endococleari, idrope endolinfatico, disordini del riassorbimento e dell’osmolarità dell’endolinfa).

Ancora sulle cause e conseguenze tinnitus.

Schematizzando il tutto, diremo che l’ eziopatogenesi dell’ acufene può riscontrarsi tra le seguenti patologie:

  1. Otosclerosi
  2. Malattia di Ménière
  3. Malattie acute e croniche dell’orecchio esterno e medio
  4. Trauma acustico e barotrauma
  5. Sordità improvvisa
  6. Ipoacusia autoimmuni od immuno mediate
  7. Deficit uditivo genetica od ereditaria
  8. Presbiacusia
  9. Trauma cranico
  10. Neurinoma del nervo acustico (VIII)
  11. Farmaci ototossici
  12. Disordini vascolari, ipertensione
  13. Disordini Maxillo facciali ed ATM
  14. Diabete, Ipotiroidismo, dismetabolismi in genere.
Diagnosi acufene
OTOSCOPIA ED IMPEDENZOMETRIA:

seguito del primo colloquio anamnestico, si può iniziare a procedere con la comune batteria di indagini audiologiche standard che prevedono anzitutto l’ esame obiettivo otoscopico, teso a confermare o meno la pervietà del condotto uditivo esterno, requisito fondamentale per procedere con i successivi tests, ed anche fondamentale per escludere processi flogistici sia dell’ orecchio esterno che dell’ orecchio medio.

Una volta verificata la normalità di CUE e membrana timpanica, possiamo andare ad effettuare l’ indagine impedenzometrica composta da timpanometria e riflessologia stapediale.

TESTS AUDIOMETRICI:

andremo poi, chiedendo la collaborazione del paziente, ad eseguire i comuni esami audiometrici composti da esame audiometrico tonale, sovraliminare e vocale.

Questi tre esami ci danno importanti indicazioni, in quanto denotano se vi sia associata una normoacusia o un’ ipoacusia, questione che di per se stessa obbliga a scelte terapeutiche di tipo protesico diverse.

Acufenometria di acufene clinic che cura acufeni e soluzione tinnitus.
ACUFENOMETRIA: 

questa serie di tests svela altezza, volume e mascherabilità dell’ acufene. Procediamo così:

  • P.M.T Pitch Matching Tinnitus: serve ad individuare la frequenza, o la banda di frequenze, dell’ acufene. L’ esame viene così svolto: si chiede al paziente di confrontare la frequenza di un suono test, inviato con intensità di circa 10 db HL sopra soglia, con quella del tinnitus. La procedura prevede due fasi:
    • – Determinazione della frequenza nell’orecchio controlaterale
    • – Verifica nell’orecchio ipsilaterale.
Ed ancora sulla cura acufene.

Si utilizza il metodo della scelta forzata fra due alternative. All’orecchio controlaterale vengono presentati alternativamente due toni in modo che ognuno venga udito 4-5 volte. Il paziente dovrà individuare quello che più si avvicina al suono da lui percepito. Fatta la prima scelta, si presenterà al soggetto un terzo suono che verrà confrontato con quello da lui scelto, e così via, restringendo il campo frequenziale, sino ad individuare la frequenza precisa.

  • R.L.T Realtive Loudness of the Tinnitus: esame necessario ad indivuduare l’ altezza relativa per il paziente di percezione dell’ acufene. L’ esame segue la seguente procedura: si invia con metodica ascendente il tono, la cui frequenza è stata individuata con l’ esame precedente, nell’orecchio controlaterale a quello in cui è presente l’acufene, da prima cercando la soglia e poi aumentando di 5 Db HL fino a raggiungere approssimatamente l’ altezza dell’acufene. A questo punto, possiamo definire il R.L.T, ossia la loudness relativa dell’ acufene, che consiste nella differenza tra il valore in Db dell’acufene e quello della soglia uditiva del paziente.
  • M.T Masking of the Tinnitus: esame che consiste nell’ individuare la soglia di mascheramento dell’ acufene stesso. Assunto un tono diverso dal tinnitus, spesso rumore bianco o rumore rosa con frequenze predominanti le stesse riscontrate nel P.M.T, si procede ad inviare con step di 1 db sopra soglia il tono nell’ orecchio ipsilaterale sino ad individuare il cosiddetto livello minimo di mascheramento, ossia quell’ intensità sonora a cui quel dato suono copre completamente il ronzio auricolare.
soluzione acufene
  • R.I Residual Inhibitor: serve a valutare l’ inibizione residua dell’ acufene in seguito ad un periodo di mascheramento. Il test si esegue presentando al paziente un tono mascherante al livello minimo di mascheramento rilevato, aumentato di 10 Db HL per un tempo di sessanta secondi. Al termine interroghiamo il soggetto chiedendogli di descrivere il tinnitus che percepisce e le sue eventuali modifiche.
 
 
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